sabato 3 agosto 2019

Omaggio ad Amathounta.

La mente è perfida
quando su terraferma
pensa e ripensa
all'isola rinnegata più volte.
Sulle tombe di presunti re
stagionati inglesi nei loro pub
assaporano il soccer
ebbri non tanto di whiskey
quanto di quello spirito vespertino
che soffia dall'acropoli polverizzata
sul porto sommerso.
Un re mandava cinquanta navi,
tutte fittili tranne una,
a combattere i troiani.
Tarchiata e torva, Persefone
aizzava il verro
contro l'orfano fenicio, Adone,
l'amico dell'altra,
non tanto più bella.
Un santo vescovo
scacciò dalla città
Afrodito barbuto e lei stessa,
piena di livore.
Fuggirono i satiri e le ninfe
Cedendo gli antri
alla nuova vita.
Sofocle, padre di famiglia e cittadino,
non è un eremita,
ma gli altri due sì.
Euripide resistette appena dieci giorni:
"Mi assaliva, diceva, un desiderio incontenibile
di fumare e di prendere me stesso
a calci e pugni".
Eschilo, uscito dopo più di un mese,
nudo e spaventoso,
confessava di sopravvivere
grazie ai peana di un poeta antico,
re e pastore, guerriero e suonatore dell'arpa.
Si nascose di nuovo:
benché gli dei non ci siano più,
gli uomini ci sono.

Nessun commento:

Posta un commento